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Come il Coronavirus ha ridotto le emissioni inquinanti

Come il Coronavirus ha ridotto le emissioni inquinanti
Si sente affermare da più parti che in questa difficile situazione provocata dalla epidemia mondiale di coronavirus c’è da rilevare anche un effetto apparentemente positivo: una riduzione di CO2, NO2 e di altri inquinanti in atmosfera.

Nel mese di febbraio, infatti, un’analisi del finlandese Center for Research on Energy and Clean Air (Crea), ha evidenziato che nel periodo tra il 3 e il 16 febbraio in Cina le emissioni di anidride carbonica sarebbero calate quasi del 25% rispetto allo stesso periodo del 2019 con una diminuzione del 6% delle emissioni globali nello stesso periodo. Praticamente l’equivalente delle emissioni di New York in un anno.

Le ragioni di questo calo sono facilmente riconducibili al blocco della circolazione di persone e merci in un territorio così popolato, dalla chiusura degli uffici e da una riduzione della produzione industriale che si aggira tra il 15 e il 40%. Anche i settori non direttamente colpiti da fermi governativi hanno dovuto affrontare conseguenze serie. La produzione giornaliera di energia elettrica ha raggiunto il livello minimo degli ultimi quattro anni, mentre la produzione di acciaio sarebbe scesa ai minimi degli ultimi cinque anni.
In questo periodo, secondo gli scienziati della NASA e dell’Agenzia spaziale europea si è ridotto anche l’inquinamento da biossido di azoto (N02), un inquinante che viene normalmente generato a seguito di processi di combustione, che può causare problemi respiratori anche gravi. Dai dati da loro analizzati si evidenzia una riduzione delle concentrazioni di NO2 di circa il 25% rispetto allo stesso periodo nel 2019 (pari a circa 100 milioni di tonnellate), dovuta essenzialmente a un minore numero di spostamenti e dalla ridotta produzione di energia elettrica, che in Cina proviene principalmente dal carbone

Questi sono dati molto significativi se si pensa che la Cina è considerato il primo paese al mondo per quantità di emissioni prodotte, con un trend che finora non ha mai accennato a diminuire. Di contro è anche lo stato leader per gli investimenti in fonti di energia rinnovabile.

Nessuno si augura però che possa essere un’epidemia o una catastrofe il motivo per cui saremo in grado di ridurre le emissioni climalteranti e a contrastare l’inquinamento delle città. Nondimeno le foto scattate dalla Nasa sopra il cielo della Cina sono la chiara dimostrazione che qualora vengano adottate misure concrete che comportino la riduzione di emissioni nell’atmosfera i livelli d’inquinamento diminuiscono e anche velocemente.

D’altro canto, lo stesso studio del Crea finlandese ha messo in guardia dal fatto che questo in realtà è solo un calo temporaneo, il rischio potrebbe essere quello che al termine dell’epidemia aumenteranno in maniera esponenziale le produzioni in tutto il mondo per compensare le perdite subite. Quello che possiamo imparare da questa crisi sono alcune buone pratiche per ridurre il nostro impatto ambientale, come quella dello ‘smart working’ (lavoro agile da remoto) e di evitare, quando possibile, le trasferte di lavoro e inutili viaggi, soprattutto in aereo. Molto meglio fare una telefonata o una videoconferenza per risolvere un problema.
 




Photo by Alexander Popov on Unsplash
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