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ALTO ADIGE: Come ridurre l’inquinamento digitale

ALTO ADIGE: Come ridurre l’inquinamento digitale
Non tutti sanno con precisione cosa sia e cosa comporti l'inquinamento digitale. Durante una normale giornata di lavoro inviamo email, messaggi su WhatsApp, facciamo ricerche online, partecipiamo a videoconferenze. Ma non basta, una parte del tempo libero lo dedichiamo ai social network, soprat-tutto le giovani generazioni, oppure visitando qualche sito d’informazione, ascoltando musica in streaming o guardando qualche film o serie tv. Possono sembrare tutti comportamenti sostenibili, non si spreca carta, non si utilizza plastica per CD e DVD come in passato. Utilizzando il mondo digitale si ha l’impressione di non provocare nessun danno all’ambiente.

Non è facile avere la consapevolezza che dietro a un semplice click si nasconde un enorme consu-mo di energia. Questa infrastruttura così immateriale è costituita da infiniti cavi, colossali computer posti nei data center che hanno bisogno di energia sia per la loro alimentazione che per dissipare il calore che essi stessi producono. Tutti questi processi avvengono attraverso l’emissione di CO2.

Secondo uno studio dell’ENI il “sistema internet” produce il 3,7% del totale delle emissioni di gas serra del nostro pianeta. Più di quelle prodotte dall’industria aerea. Per archiviare i nostri dati i data center consumano da soli circa l’1% di tutto il consumo complessivo di energia. Una mail consuma pochis-simo, senza allegati circa 4 grammi di CO2, ma se la moltiplichiamo per i 300 miliardi di email che viaggiano in tutto il mondo la prospettiva cambia. Consuma di più se si aggiungono emoji, foto o an-che allegati, allora meglio mandare un link. A conti fatti è soltanto il vecchio SMS ad avere un’impronta ecologica digitale veramente ridotta, ma è sempre meno utilizzato. Molto di più consu-mano le videochiamate e videoconferenze in cui la quantità d dati trasportata da una parte all’altra del mondo è enorme. C’è però da considerare che questi incontri virtuali quando sostituiscono i viaggi in auto, in treno o in aereo, sono molto meno impattanti dal punto di vista climatico delle emissioni pro-dotte dagli spostamenti reali.

Nessuno immagina che la soluzione sia quella di smettere di utilizzare la rete ma, se vogliamo evitare che l’utilizzo di internet contribuisca ulteriormente alla crisi climatica, un significativo contributo può arrivare dall’adottare comportamenti, come vengono definiti dagli esperti, “digitalmente sobri “. Ad esempio, ascoltare musica in rete senza visualizzare i video ridurrebbe le emissioni causate dalla piattaforma di streaming del 5%, pari a 11 milioni di tonnellate di emissioni ogni anno; come pure ri-nunciare a volte all’alta definizione nel vedere film o serie. Ancora di più aiuterebbe sostituire compu-ter, o meglio lo smartphone, con meno frequenza. Non solo per risparmiare le preziose materie prime necessarie al funzionamento che vengono riciclate solo in piccola percentuale ma anche tutta l’energia necessaria a produrlo e distribuirlo.

Mettere in pratica questi comportamenti può apparire ininfluente, ma moltiplicati per tutti gli utilizzatori di internet possono fare la differenza. Dobbiamo ricordarci, soprattutto i più giovani che con più facili-tà riescono a modificare le proprie abitudini, che essere “green” passa anche per il digitale dai mes-saggi, alle mail, dai video ai social network.